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FOCUS ON : Mastoplastica additiva – 1 Le protesi mammarie

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Le protesi mammarie sono utilizzate nella chirurgia estetica per aumentare le dimensioni (mastoplastica additiva), per modificare la forma del seno di una donna o per ricostruire il seno, ad esempio dopo una mastectomia.

E’ il 1961 quando per la prima volta si sente parlare di protesi in silicone,   due chirurghi americani , svilupparono la progettazione delle protesi al seno, e nel 1962, eseguirono il primo impianto di protesi al seno in gel di silicone su una paziente. Con il passare degli anni, diversi studi e nuovi materiali hanno fatto si che si arrivasse alla produzione di protesi ancora più sicure e confortevoli.

Attualmente le protesi maggiormente utilizzate (milioni di donne ne sono portatrici)  sono quelle  contenenti gel di silicone,  conferendo le caratteristiche di consistenza, morbidezza e mobilità più simili a quelle tipiche della mammella.

La prima considerazione da effettuare, in previsione di un intervento di mastoplastica additiva, è sulla qualità delle protesi mammarie. Esistono attualmente in commercio, diverse aziende produttrici, da alcune molto economiche fino alle migliori protesi, che garantiscono un’ottima riuscita dell’intervento in termini sia estetici che di sicurezza. Queste ultime infatti sono garantite a vita per le maggiori complicanze dell’intervento e la loro durata non è più limitata nel tempo.

 

La scelta delle protesi: la forma ed il volume

Possiamo dividere le protesi al seno, per la mastoplastica additiva,  in due forme ben specifiche:

-Protesi seno Rotonde: hanno una forma grossolanamente emisferica, con base circolare.

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-Protesi seno Anatomiche: riproducono la forma “a goccia” del profilo naturale delle mammelle.La scelta della forma dipende fondamentalmente dal seno di partenza avendo sia la rotonda, che quella anatomica indicazioni ben precise.

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Per quanto riguarda la scelta del volume delle protesi, questa è sempre preceduta da una specifica valutazione delle condizioni anatomiche di partenza. Le dimensioni delle protesi infatti dovranno riuscire a riempire l’involucro cutaneo senza però risultare eccessive. Volumi molto abbondanti delle protesi vanno valutati attentamente: esiste infatti un aumento delle complicanze in presenza di impianti dalle dimensioni esagerate e a lungo termine un rimodellamento del genere può dare insoddisfazione. Le dimensioni esatte degli impianti devono essere scelte solo in base alle misure del seno della paziente e alle sue caratteristiche anatomiche.

Per quanto riguarda la naturalezza del risultato, questa non è  legata alla forma delle protesi, ma dipende dal volume e dalla consistenza della stessa e dalla scelta della giusta tecnica chirurgica con la collocazione nel giusto piano della protesi mammaria (subghiandolare, subfasciale, submuscolare, dual-plane) sulla base della costituzione della paziente.

In definitiva, la paziente da sola non potrà scegliere quale tipo e quale volume delle protesi sia più adatta a lei, ma bensì questa è una scelta che sarà fatta di comune accordo col chirurgo estetico, che rispetterà la sicurezza e la buona riuscita dell’intervento di mastoplastica additiva, oltre che la volontà della paziente.

chirurgo estetico caserta

I filler per ringiovanire o migliorare il volto.

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L’estetica è importante in ogni stagione, ma d’estate, si fanno vacanze più lunghe, si incontrano persone nuove, e proprio per questo motivo, in questo particolare periodo dell’anno la prova costume non è tutto.

Per molti di noi lo specchio ci ricorda ogni mattina gli anni che passano, specie con le rughe sul volto e queste ultime non sempre si accettano e si vuole correre ai ripari, anche nei mesi estivi.

Per ovviare a questo problema, ci viene incontro la medicina estetica, ed in particolare i trattamenti di filler. Si tratta di una sostanza iniettabile nel derma o nel tessuto sottocutaneo per correggere le imperfezioni della pelle, ritoccare inestetismi del viso, come rughe o cicatrici, e ripristinare i volumi perduti. Consente pertanto di aumentare il volume della labbra, il volume degli zigomi, spianare le rughe del viso o addirittura di ripristinare in toto i volumi del volto, trattamento cosiddetto “full face”.

Si effettua inserendo un ago molto fine a circa un millimetro di profondità che inietterà acido ialuronico che si espanderà gradualmente e verrà assorbito dal tessuto cutaneo.

Questa pratica viene effettuata in day-surgery, senza anestesia, perché le micro iniezioni non sono dolorose, al più potrà sentirsi un piccolo fastidio, ma ciò sarà ripagato da un risultato immediato. La durata dell’effetto dei filler varia dai 6 agli 8 mesi.

Queste piccole iniezioni “miracolose” si possono effettuare prima di partire per le vacanze perchè non esistono controindicazioni specifiche. Al contrario possono prevenire la formazioni di spiacevoli rughe di espressione dovute all’esposizione solare, l’importante è limitare l’esposizione nei giorni successivi ai trattamenti, onde evitare o diminuire la vasodilatazione. E’ raccomandabile attendere 2-3 giorni prima di esporsi ai raggi UV dopo essersi sottoposti ad un trattamento di filler.

Questo trattamento può limitare i danni dal fotoinvecchiamento ed inoltre può essere considerato preventivo, in quanto  l’acido ialuronico presente nei filler, oltre a stendere le rughe, apporta idratazione a una pelle disidratata dal sole.

Dopo un trattamento di filler è necessario adottare in ogni caso una protezione solare, come di consueto, per diminuire l’ invecchiamento ed il rischio di tumore della pelle.

E allora cosa aspetti? Le vacanze sono alle porte, affrettati e prenota la tua consulenza GRATUITA per avere maggiori informazioni sul trattamento: 392 6507574 , segreteriadottrossano@gmail.com

chirurgo estetico caserta

Il tuo viso è pronto per l’estate?

chirurgo estetico caserta

Luglio….mese caldo ed adatto per prendere il sole: la pratica è già iniziata da tempo e per qualcuno stanno anche già iniziando le vacanze, di totale relax per farsi coccolare dai raggi solari. Questi ultimi, attivano i neurotrasmettitori che regolando l’umore, ci aiutano a stare bene, infatti il sole d’estate stimola la nostra autostima e si è dimostrato un valido ed efficace antidepressivo naturale. Sappiamo però che l’abbronzatura va presa a piccole dosi e con le dovute precauzioni e che alla lunga può imbruttirci, invecchiarci, anziché renderci più belli. E’ dunque importante non solo avere cura della propria pelle durante l’esposizione al sole, ma anche prima, preparando la cute in modo adeguato, soprattutto quella del volto, più delicata ed esposta.

Come? Con la biorivitalizzazione, che è una tecnica da tempo usata in chirurgia estetica e medicina estetica per nutrire e ringiovanire la pelle dall’interno, dal suo strato più profondo, grazie a piccole iniezioni localizzate ed indolore di acido ialuronico, molto superficiali eseguite con un ago sottilissimo e quasi impercettibili.

L’obiettivo della biorivitalizzazione é quello di stimolare la pelle a rigenerarsi negli strati più profondi tramite la produzione di nuove fibre di collagene. Di recente questa tecnica la si sta utilizzando anche per preparare l’esposizione del viso al sole. Di certo la protezione esterna non deve mancare, ma la biorivitalizzazzione, come si evince anche dal nome, offre alla cute una nuova vitalità, un nuovo “spessore”, la rende più tonica ed elastica, ma soprattutto la leviga e la rende più luminosa, questo perché la biorivitalizzazione è un potentissimo idratante ed idratare la pelle prima dello stress di sole e mare è fondamentale. Un’abbronzatura protetta su una cute di questo tipo sarà l’ideale e lontana dalle rughe tipiche del post abbronzatura. Non solo: lo stimolo biologico dato dai prodotti iniettati rimane per lungo tempo e lasciando la pelle idratata, garantisce un’abbronzatura duratura. Il trattamento può essere effettuato da ambo i sessi, anche poco prima di partire per le vacanze, l’importante è evitare l’esposizione al sole per almeno 48h. Una singola seduta aiuta la pelle ad essere più luminosa ed idradata, ma per ottenere degli effetti ottimali e duraturi ne servono almeno 3 o 4, da fare a distanza di una quindicina di giorni l’una dall’altra. É un trattamento che non condiziona le proprie abitudini di vita, infatti dopo la seduta è possibile tornare tranquillamente alla Luglio….mese caldo ed adatto per prendere il sole: la pratica è già iniziata da tempo e per qualcuno stanno anche già iniziando le vacanze, di totale relax per farsi coccolare dai raggi solari. Questi ultimi, attivano i neurotrasmettitori che regolando l’umore, ci aiutano a stare bene, infatti il sole d’estate stimola la nostra autostima e si è dimostrato un valido ed efficace antidepressivo naturale. Sappiamo però che l’abbronzatura va presa a piccole dosi e con le dovute precauzioni e che alla lunga può imbruttirci, invecchiarci, anziché renderci più belli. E’ dunque importante non solo avere cura della propria pelle durante l’esposizione al sole, ma anche prima, preparando la cute in modo adeguato, soprattutto quella del volto, più delicata ed esposta. Come? Con La biorivitalizzazione, che è una tecnica da tempo usata in medicina estetica per nutrire e ringiovanire la pelle dall’interno, dal suo strato più profondo, grazie a piccole iniezioni localizzate ed indolore di acido ialuronico, molto superficiali eseguite con un ago sottilissimo e quasi impercettibili. L’obiettivo della biorivitalizzazione é quello di stimolare la pelle a rigenerarsi negli strati più profondi tramite la produzione di nuove fibre di collagene. Di recente questa tecnica la si sta utilizzando anche per preparare l’esposizione del viso al sole. Di certo la protezione esterna non deve mancare, ma la biorivitalizzazzione, come si evince anche dal nome, offre alla cute una nuova vitalità, un nuovo “spessore”, la rende più tonica ed elastica, ma soprattutto la leviga e la rende più luminosa, questo perché la biorivitalizzazione è un potentissimo idratante ed idratare la pelle prima dello stress di sole e mare è fondamentale. Un’abbronzatura protetta su una cute di questo tipo sarà l’ideale e lontana dalle rughe tipiche del post abbronzatura. Non solo: lo stimolo biologico dato dai prodotti iniettati rimane per lungo tempo e lasciando la pelle idratata, garantisce un’abbronzatura duratura. Il trattamento può essere effettuato da ambo i sessi, anche poco prima di partire per le vacanze, l’importante è evitare l’esposizione al sole per almeno 48h. Una singola seduta aiuta la pelle ad essere più luminosa ed idradata, ma per ottenere degli effetti ottimali e duraturi ne servono almeno 3 o 4, da fare a distanza di una quindicina di giorni l’una dall’altra. É un trattamento che non condiziona le proprie abitudini di vita, infatti dopo la seduta è possibile tornare tranquillamente alla propria quotidianità non essendo presenti medicazioni, cerotti né segni.  E allora cosa aspetti? Prenota la tua consulenza gratuita per avere maggiori informazioni sul trattamento.

mastoplastica additiva caserta

Quanto ne sai sulla mastoplastica additiva? I falsi miti sull’intervento più praticato in italia.

La mastoplastica additiva ormai da diversi anni si attesta nelle primissime posizioni degli interventi più praticati in Italia e nel mondo, e se ne sente parlare sempre più in trasmissioni televisive, siti web o discussioni tra amiche. Ma quanto è vero quello che si legge o si sente in giro?

mastoplastica additiva caserta

Le protesi scoppiano in aereo?
Avete idea di quante esplosioni ci sarebbero ad ogni volo, se fosse vero??? Eppure è tra le domande più frequenti che mi vengono poste quando si parla di protesi mammarie e di aumento di volume del seno. Ebbene, non c’è alcuna possibilità che questo accada a meno che non portiate con voi deliberatamente dell’esplosivo, ma mi auguro vivamente di no.
Una protesi mammaria in buone condizioni può essere schiacciata e maltrattata senza che si causi alcun danno. Al limite, una protesi è in grado di resistere ad un ciclo di sterilizzazione in autoclave, dove è sottoposta ad alte temperature e a pressioni elevate, il tutto senza la protezione che il torace di una donna comunque assicura.
E quindi in aereo? La cabina degli aerei di linea mantiene una pressione equivalente a quella che si trova a 1500 metri di altezza, con sbalzi modesti e graduali nelle fasi di decollo ed atterraggio. Se questo non dovesse bastare, si consideri che le protesi, prima di giungere al chirurgo, vengono normalmente spedite per via aerea, e viaggiano, come bagaglio, in una stiva non pressurizzata.
A volte, storie dichiaratamente inverosimili stimolano la fantasia e vengono utilizzate da alcuni per ottenere una facile, sia pur momentanea, pubblicità. Lo scoppio delle protesi in aereo fa parte di diritto delle leggende metropolitane più diffuse.

Il seno rifatto è freddo?
Anche in questo caso mi sento di rassicurare tutti, portatrici di protesi, chi è intenzionata ad impiantarle e, perché no, chi potrebbe fruirne da “utente”, passatemi il termine. Le attuali protesi mammarie che sono composte da un involucro di silicone e da un contenuto in gel coesivo sempre di silicone, si adattano perfettamente al corpo e ne assumono la stessa temperatura. Con un impianto ben eseguito la protesi non risulterà palpabile e non darà alcuna alterazione sensoriale al tatto.

Dopo la mastoplastica additiva non si può allattare?
Non è assolutamente vero! Qualunque sia la tecnica utilizzata per l’aumento di volume, e cioè sia che la protesi venga impiantata in un piano sotttoghiandolare o retromuscolare, non c’è alcuna interferenza con l’unità funzionale della ghiandola mammaria. Il capezzolo non è assolutamente interessato dalle incisioni (in genere si eseguono al limite inferiore dell’areola) e i dotti galattofori rimangono intatti. Tengo inoltre a precisare che il latte non è assolutamente contaminato o “inquinato” dal silicone!!!!! Quest’ultimo è ben inglobato nel suo involucro ed in più viene isolato dal resto dell’organismo dalla capsula periprotesica. Rischio e preoccupazioni zero per i vostri bimbi!

Le protesi hanno una scadenza?
Fino a qualche anno fa la vita media di una protesi era indicata intorno ai 10 anni, trascorsi i quali spesso veniva data indicazione di sostituirle. In realtà, tale limite temporale era dettato sia dalle aziende produttrici, molte delle quali offrivano una garanzia sulle protesi proprio di 10 anni, sia dalla mancanza di un follow up a lungo termine su larga scala, visto che prima del boom della chirurgia estetica a partire dagli anni 90, la casistica non era così ampia né così datata. Negli ultimi anni le cose sono un po’ cambiate, infatti le migliori aziende produttrici di protesi attualmente le garantiscono a vita. Questo in realtà non assicura che le protesi una volta impiantate non dovranno mai essere sostituite, ma lo saranno solo se i comuni esami diagnostici che vanno fatti per il seno (tutte le donne dovrebbero farli, non solo le portatrici di protesi!!!) evidenziano qualche danno o problema alle protesi stesse, senza più vincoli o limiti temporali.

Non potrò più fare la mammografia?
Assolutamente sbagliato!!!!!! Tutti gli esami strumentali che normalmente si eseguono per il seno e cioè ecografia, mammografia e risonanza magnetica, possono tranquillamente essere effettuati anche dopo la mastoplastica additiva. Anzi, magari la presenza di protesi invoglia di più le donne un po’ pigre a controllarsi e ovviamente contestualmente alla protesi viene controllata anche la ghiandola mammaria (ricordo che tutte le donne dovrebbero farlo ogni anno!!!!)

L’elenco sarebbe ancora lungo, ma preferisco lasciare spazio alla vostra curiosità. Sarò lieto di rispondere a tutte le vostre domande in merito, così da fugare dubbi e fare chiarezza sul “mito” mastoplastica additiva!

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Fili biostimolanti viso e corpo ad effetto lifting

Nuovissimo trattamento bio-stimolante con effetto lifting per viso, collo e corpo.

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Che cos’è

Si basa sull’inserimento di sottilissimi fili in PDO (polidioxanone), una fibra sintetica molto potente ed affidabile costituita da un monofilamento impiegato già da anni nella produzione di fili di sutura, che viene riassorbito dopo un certo tempo dai tessuti. Si tratta di un tessuto atraumatico che non ha proprietà antigeniche o pirogene e non può quindi dar luogo a reazioni allergiche o di altro tipo. I fili vengono introdotti mediante aghi sottilissimi e quindi indolori e posizionati per ricreare una sorta di rete sottodermica. I pazienti tollerano tranquillamente la manipolazione e non vi è alcuna necessità di anestesia. I fili mantengono la loro resistenza per 60-80 giorni e sono completamente riassorbiti dopo 180-200 giorni.

Come funziona

Dissolvendosi in maniera graduale i fili stimolano la sintesi di nuovo collagene ottenendo la stimolazione dei fibroblasti e dei processi di angiogenesi. Il collagene neoformato continua ad effettuare una funzion di impalcatura dermica per 18-24 mesi ed in seguito la metodica può essere ripetuta ogni volta che si vuole in base alle proprie necessità. La cute diventa più liscia e luminosa, con una riduzione delle rughe ed un sensibile miglioramento della texture ottenendo al contempo un effetto lifting non indifferente. La procedura può essere effettuata a partire dall’età di 30 anni quando già compaiono i primi segni di invecchiamento. Non ci sono limiti di età. La procedura è indicata per le rughe e del volto quali le nasogeniene, le frontali, le perioculari, il mento, il collo, le braccia e le gambe ed é efficace per tutti quei casi in cui si rende necessaria una biostimolazione di lunga durata.

 

Alopecia e prp caserta

Calvizie, caduta dei capelli, alopecia…oggi si curano. Il Prp.

A Caserta, presso il Centro di Ricerca CETAC, il Dott. Ferdinando Rossano è parte integrante del “Progetto Platelet Rich Plasma”, di cui è responsabile della parte interventistica, e pratica la più moderna ed efficace terapia per la cura della calvizie.

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