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Labioplastica

 

La labioplastica vaginale è l’intervento di chirurgia estetica volto a rimodellare le piccole e/o le grandi labbra vaginali. Le piccole labbra sono quei piccoli lembetti di pelle che circondano l’ingresso della vagina. Sono posizionate all’interno delle grandi labbra, un poco più grandi e spesse delle piccole labbra. In alcuni casi possono rilassarsi o ingrandirsi al punto da sporgere oltre le grandi labbra causando un difetto sia estetico che funzionale. L’ispessimento o la rilassatezza delle labbra può essere congenita oppure peggiorare con l’invecchiamento, in ogni caso l’intervento di labioplastica correggerà questi piccoli difetti.  L’intervento è indicato sia quando gli ormoni le hanno ingrandite più del dovuto, sia per correggere un’asimmetria, causata da fattori genetici o per un risultato derivante dal post parto, sia per migliorarne l’aspetto estetico.

A volte l’ipertrofia delle piccole labbra può causare disagio fisico (es. lo sfregamento durante le attività sportive o sessuali, problemi nel vestire) . Nei casi più gravi, invece, i  movimenti semplici possono creare lacerazioni e/o infezioni. In ogni caso è possibile intervenire correggendo questi problemi.

La labioplastica può essere eseguita anche sulle grandi labbra, la parte più esterna dei genitali femminili ricorrendo al lipofilling, rendendole più voluminose e turgide.

L’intervento di labioplastica viene effettuato in day surgery con anestesia locale ed una leggera sedazione. La normale attività quotidiana può essere ripresa sin da subito, riuscendo la paziente a camminare già dopo l’intervento.

1515089495578Foto ad un mese dall’intervento.

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Mastoplastica additiva – Le simulazioni

Avere un bel seno sodo e modellato per una donna è fondamentale a tutte le età.

Per questo motivo l’intervento di mastoplastica additiva è il più effettuato, e solitamente richiede l’impiego di protesi mammarie, ma il tipo ed il volume delle protesi, non dipende solo dalla volontà della paziente ma bensì anche dalla situazione di partenza.

La domanda che più spesso le donne si pongono, è relativa alla taglia da raggiungere. “E’ meglio una terza oppure una quarta?”

Per aiutare le pazienti nella scelta del volume più adatto, ci vengono incontro le simulazioni. Ne esistono principalmente di due tipologie. Delle protesi prova o ancora dei simulatori virtuali.

Per quanto concerne la prima tipologia, si tratta di sizers che appaiono simili a veri e propri impianti. Al momento della visita si indosserà un reggiseno test, e di volta in volta verranno provate i sizers di diverse dimensioni, da inserire nel reggiseno, fino a trovare la giusta dimensione per il proprio corpo.

La seconda tipologia invece è una novità del 2020. Un simulatore virtuale che grazie al 3d riuscirà a far visualizzare a video il risultato dell’intervento sul proprio corpo. Questo permetterà di “provare” dal taglia più piccola, a quella più grande in pochi secondi. Inoltre si potrà simulare anche un salto, una corsa, una posizione distesa, proprio per verificare come il seno si muoverà con il nuovo aspetto.

In definitiva, la scelta del volume delle protesi più adatta a sè stessi, sarà fatta di comune accordo col chirurgo estetico, che rispetterà la sicurezza e la buona riuscita dell’intervento di mastoplastica additiva, oltre che la volontà della paziente.

Di seguito qualche esempio della simulazione di primo tipo.

 

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Focus On: La Liposuzione, la procedura chirurgica per rimodellare il profilo corporeo

La liposuzione, si piazza al secondo posto degli interventi di chirurgia plastica più effettuati in assoluto, preceduta solo dalla mastoplastica additiva.  Ma di cosa stiamo parlando?

La liposuzione, o lipoaspirazione, è l’intervento di chirurgia estetica, volto ad eliminare le adiposità localizzate che si accumulano nelle varie parti del corpo, attraverso delle cannule sottili, per ricreare un profilo corporeo armonico.

I depositi di grasso possono essere dovuti a fattori ereditari o costituzionali e non diminuire né con la dieta né con l’esercizio fisico. La liposuzione è spesso l’unico modo per eliminarli. Questa si pratica per depositi di grasso nelle seguenti zone del corpo :

  • fianchi e glutei
  • interno ed esterno cosce
  • interno ginocchia
  • gambe e caviglie
  • addome
  • braccia
  • collo

liposuzione

La liposuzione non deve essere considerata un metodo per perdere peso né una terapia specifica della cellulite (irregolarità della superficie cutanea, pelle a buccia d’arancia). Per quest’ultimo problema andranno presi in considerazione altri tipi di trattamento.

 

Normalmente l’intervento viene effettuato con anestesia spinale, ma è possibile anche l’anestesia generale. Per effettuare la liposuzione si utilizza la tecnica “tumescente” , cioè le aree da trattare vengono infiltrate con una soluzione contenente anestetico locale e fluidi che garantiscono una maggiore precisione operatoria e una minima perdita di sangue .

Il grasso viene rimosso utilizzando cannule di piccolo calibro (2-4 mm) inserite nel pannicolo sottocutaneo attraverso piccolissime incisioni praticate in zone facilmente occultabili (pieghe, solchi).

A volte nella stessa seduta il grasso aspirato può essere riutilizzato, dopo sua opportuna preparazione, per riempire irregolarità o anche inestetismi del viso e del corpo come rughe, piccole cicatrici ecc, tecnica che prende il nome di lipofilling.

A fine intervento le piccole incisioni di accesso vengono suturate con sottilissimi fili di sutura e tutta l’area trattata sarà fasciata con una medicazione modellante, al di sopra della quale sarà necessario indossare una guaina compressiva, per favorire il riassorbimento dei liquidi e l’accostamento della pelle ai tessuti sottostanti.

L’intervento può essere eseguito in qualsiasi periodo dell’anno, si preferisce però evitare l’estate. Con il caldo, infatti, può essere scomodo indossare la guaina elastica

Il processo di guarigione è graduale; la ritenzione di liquidi e il gonfiore che inevitabilmente seguono all’intervento regrediscono più o meno velocemente in base a fattori individuali ed alle aree in cui si è intervenuti. Bisognerà perciò aspettare qualche settimana prima di apprezzare il risultato definitivo, ma il vantaggio di quest’intervento, è che il risultato è permanente.

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FOCUS ON: La rinoplastica

La rinoplastica rappresenta uno degli interventi più richiesti in ambito della chirurgia plastica e mira a correggere gli inestetismi del naso.

Grazie all’intervento di rinoplastica si riesce a modificare la forma e la dimensione del naso rendendo il viso piu’ armonioso senza stravolgere la sua fisionomia.

Il miglioramento estetico del naso ha dei risvolti psicologici positivi nella totalità dei pazienti operati, con aumento dell’autostima e della sicurezza di sé.

rinoplastica-05-anatomia-mCon questo tipo di intervento è possibile correggere anche difetti post-traumatici o presenti dalla nascita e problemi respiratori. Se le difficoltà respiratorie sono causate dalla deviazione del setto nasale è necessario procedere contemporaneamente ad un intervento di “settoplastica” al fine di modellare e riposizionare il setto nasale deviato.

Durante la visita pre-operatoria vengono valutate la forma e le dimensioni del naso e gli eventuali deficit respiratori. Dopo un’attenta analisi verranno illustrate le possibili modificazioni della forma e del profilo con una simulazione computerizzata molto affidabile. È pertanto possibile già in sede di visita rendersi conto dei reali risultati dell’intervento, visionandoli al monitor o in foto, in considerazione della fisionomia e dell’estetica del volto.

E’ possibile modificare alcune o tutte le parti che compongono la piramide nasale con lo scopo di migliorare la forma del naso che non ha alcun difetto di struttura o funzione ma solo un aspetto estetico non desiderato. Con questo tipo di intervento è possibile rimodellare il dorso e la punta del naso, cambiandone la forma e migliorandone le proporzioni.

Le incisioni per l’ intevento possono essere localizzate esclusivamente all’ interno del naso (rinoplastica chiusa) oppure all’ interno ed all’ esterno (rinoplastica aperta). Incisioni esterne sono inoltre presenti quando si vuole effettuare una riduzione delle narici. L’ intervento può essere effettuato sia in anestesia generale che in anestesia locale con sedazione, dura circa un’ora e mezza ed è del tutto indolore.

Dopo l’ intervento un piccolo tutore protettivo andrà mantenuto sul dorso del naso per 10 giorni e saranno presenti dei tamponi occlusivi all’ interno delle narici, che vengono normalmente rimossi dopo 24 ore. Il naso, trattato chirurgicamente, assumerà giorno dopo giorno la forma armonica che era stata concordata prima dell’intervento fino a raggiungere la completa guarigione entro 1-2 mesi.

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FOCUS ON: Mastoplastica Additiva – 3 . Il posizionamento delle protesi mammarie.

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La mastoplastica additiva, prevede delle protesi che possono essere impiantate immediatamente al di sotto della ghiandola mammaria, o, più profondamente, al di sotto del muscolo grande pettorale. Nei limiti di queste due posizioni esistono numerosissime varianti, come il posizionamento sottomuscolare parziale o totale oppure la più complessa tecnica dual plane. Questo focus on illustra i vantaggi e gli svantaggi dei due posizionamenti principali.

In una mammella, immediatamente al di sotto della cute si trova la ghiandola ed una componente variabile di tessuto adiposo. La ghiandola poggia sul piano muscolare. Quando le protesi vengono impiantate in posizione sottoghiandolare, il chirurgo plastico separa la ghiandola dal piano muscolare, creando un spazio dove alloggerà la protesi. Viceversa, quando le protesi mammarie vengono impiantate in posizione sottomuscolare, il chirurgo effettua la dissezione al di sotto del muscolo, creando una tasca per l’ impianto che si troverà quindi posto più profondamente rispetto al caso precedente.

Com’ è intuibile, non esiste un posizionamento perfetto ed indicato per tutte le pazienti, poichè per ogni paziente che effettua la mastoplastica additiva, ci sono delle indicazioni ben precise, quindi solo in seguito ad un’attenta visita il chirurgo indicherà la scelta più opportuna da impiegare.

Posizionamento sottoghiandolare

VANTAGGI

  • Controllo ottimale della forma della mammella
  • Assenza di variazioni di forma della mammella durante la contrazione del muscolo pettorale
  • Decorso post operatorio più rapido rispetto al posizionamento sottomuscolare
SVANTAGGI
  • Rischio aumentato di visibilità o palpabilità dei margini della protesi (in pazienti con pelle sottile e/o che desiderino protesi di grosse dimensioni)
  • Aumento della visibilità della contrattura capsulare se presente
  • Possibile aumento dell’ incidenza di contrattura capsulare

Posizionamento sottomuscolare

VANTAGGI

  • Rischio ridotto di visibilità o palpabilità dei margini della protesi
  • Raccomandabile nelle pazienti con pelle molto sottile
  • Possibilità di una ridotta incidenza di contrattura capsulare
  • Minore visibilità della contrattura capsulare se presente
SVANTAGGI
  • Decorso post operatorio più lungo
Posizionamento Dual Plane

E’ un intervento un pò più complesso, che consiste nell’ allestire una tasca sottomuscolare realizzando anche la dissezione nel piano tra il muscolo e la ghiandola. Questo consente di garantire alla protesi un’ottima copertura soprattutto nella porzione superiore della mammella, dove la cute è più sottile ed il rischio di palpabilità della protesi più alto, e allo stesso tempo permette un discreto riposizionamento verso l’alto di tutta la mammella, quando ce ne sia la necessità.  Ne sono descritte tre varianti (tipo I, II e III), da selezionare principalmente in base al grado di ptosi mammaria presente.

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FOCUS ON: Mastoplastica Additiva – 2 I tipi di incisione

Ingrandire il seno con delle protesi mammarie prevede l’effettuazione di incisioni chirurgiche che lasciano delle piccole cicatrici. La lunghezza di queste incisioni è compresa tra 3 e 5 centimetri e la loro sede varia in base alle necessità tecniche, ai desideri della paziente ed anche alle preferenze del chirurgo.

Tipi di incisione

Le incisioni per la mastoplastica additiva possono essere collocate nel solco sottomammario, al bordo inferiore dell’ areola (incisione periareolare), all’ interno dell’ areola (incisione transareolare), nel cavo ascellare o all’ interno dell’ ombelico. Ciascuna incisione presenta vantaggi e svantaggi specifici, e non esiste una singola via di accesso che possa essere impiegata per tutte le pazienti.

Incisione sottomammaria

E’ la più classica tra le possibili alternative e anche la più conosciuta. Può essere utilizzata sia per la mastoplastica additiva sottoghiandolare che per la mastoplastica sottomuscolare.  E’ localizzata al di sotto del seno in corrispondenza del solco mammario ed infatti la cicatrice viene ben nascosta dal seno stesso o dal reggiseno. L’aureola in questo caso, rimane intatta.

Incisione periareolare

Quest’incisione viene collocata al bordo della metà inferiore dell’ areola (periareolare classica) oppure al bordo della metà interna (periareolare mediale); più rara è la versione periareolare superiore, posta al bordo della metà superiore dell’ areola. Anch’essa come la precedente consente l’impianto delle protesi sia sottoghiandolare che retromuscolare. La cicatrice in questo caso, viene molto camuffata perchè risiede nel punto di passaggio di colore tra areola e pelle più chiara e pertanto ha il vantaggio che potrebbe essere visibile soltanto a seno nudo.

Breast correction

Incisione transareolare

E’ una semplice incisione orizzontale che attraversa completamente l’ areola, dividendo il capezzolo. Produce una cicatrice meno visibile rispetto alla variante periareolare, ma è poco impiegata per la ridotta lunghezza dell’ incisione ottenibile e per i potenziali problemi legati alla divisione del capezzolo e dei dotti galattofori.

Incisione ascellare

Ben nascosta nel cavo ascellare, lontano dal seno. La mastoplastica per via ascellare prevede normalmente il posizionamento della protesi in posizione sottomuscolare, ed espone la paziente ad un rischio leggermente aumentato di ematomi o di dislocamento verso l’alto della protesi.. L’ utilizzo di tecniche endoscopiche però,  ne ha grandemente aumentato l’ affidabilità. Con quest’incisione sia areola che seno rimangono senza alcuna cicatrice; quest’ultima però potrebbe essere visibile in ascella anche con una semplice canotta.

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Incisione periombelicale

La cosiddetta TUBA (TransUmbilical Breast Augmentation) è ancora molto discussa e poco utilizzata nonostante alcuni potenziali ed interessanti vantaggi. La tecnica prevede l’ inserimento di protesi gonfiabili in soluzione salina attraverso una piccola incisione posta all’ interno dell’ ombelico, assolutamente non visibile. Viene utilizzata principalmente per l’ ingrandimento sottomuscolare.

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Quanto conosci del BOTOX? Domande e Risposte

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Botox, botulino o tossina botulinica?

Sono tutti termini usati per indicare lo stesso trattamento di riduzione temporanea delle rughe d’espressione. Le indicazioni nel campo estetico sono ben precise, e cioè il trattamento delle rughe della regione fronto-oculare: zampe di gallina, rughe verticali tra le sopracciglia (rughe glabellari) e rughe orizzontali della fronte. E’ possibile inoltre ottenere anche un piccolo lifting non chirurgico del sopracciglio. Altra indicazione è l’iperidrosi, cioè l’eccessiva sudorazione ascellare o al palmo delle mani.

 

Da quanto tempo viene utilizzato?

In altre branche della medicina come oculistica, neurologia ed ortopedia, si utilizza da oltre 30 anni. In campo estetico è stato introdotto negli anni 90 e da allora la sua diffusione ed applicazioni ha raggiunto numeri davvero impressionanti.

 

Qual è  la differenza fra botulino e filler (quanto a obiettivo estetico)?

Entrambi i trattamenti determinano una riduzione temporanea delle rughe, ma il meccanismo d’azione è completamente diverso. I filler sono dei riempitivi e vengono pertanto usati dove per effetto del tempo o di altri fattori, come ad esempio un calo ponderale molto importante, si perde del volume che deve essere ripristinato (zigomi, solchi naso-genieni, labbra ecc); il botulino invece agisce su quelle rughe che sono causate non dalla perdita di volume, ma dall’azione continua dei muscoli mimici che quotidianamente tutti noi utilizziamo centinaia di volte quando ad esempio corrughiamo la fronte o le sopracciglia, arricciamo il naso, strizziamo gli occhi.

 

Cos’è  il botulino o tossina botulinica?

La tossina botulinica è una sostanza prodotta da un batterio, il Clostridium Botulinum. Quella utilizzata per fini estetici è detta di Tipo A e viene accuratamente purificata nel processo di produzione del prodotto, tale da renderla assolutamente innocua per la salute. Iniettata nelle sedi opportune mediante un ago sottilissimo, agisce bloccando temporaneamente e parzialmente la funzione di alcuni muscoli, avendo come effetto la distensione delle rughe e conferendo alla pelle un aspetto più liscio e fresco.

 

Perché  su internet se ne leggono tante come persone che restano con un occhio aperto e uno chiuso o un sopracciglio alto e uno basso? 

Come per tutti i trattamenti medici anche il botulino deve essere praticato da mani esperte per avere un risultato gradevole ed evitare brutte sorprese. Come detto è una sostanza che blocca temporaneamente l’azione dei muscoli dove viene iniettata, pertanto se si sbaglia sede di inoculo c’è il rischio di bloccare il muscolo sbagliato. E’ il caso “dell’occhio chiuso” dove erroneamente la tossina ha bloccato il muscolo della palpebra. Purtroppo non sempre i pazienti si affidano a personale medico che abbia la giusta formazione tale da garantire errori simili o per evitare asimmetrie. E’ fondamentale un attento esame del viso del paziente sia statico che dinamico prima di effettuare il trattamento in modo da riuscire a valutare nel modo giusto il dosaggio del prodotto differenziando eventualmente le dosi tra un occhio e l’altro in caso di asimmetrie di partenza.

 

Quindi non è pericoloso?

Assolutamente no!!! Il prodotto è del tutto innocuo. Le complicanze possono derivare esclusivamente da errori di tecnica e  di esecuzione del trattamento.

Cosa mi dice dell’espressività  del viso che cambia radicalmente o si riduce con i trattamenti botox? 

Rispondo che tutti gli eccessi sono sempre da condannare. Così come con un filler è possibile ottenere delle labbra che siano belle e naturali, evitando l’orrendo effetto “canotto”, anche con il botulino è possibile ottenere una fronte distesa ed uno sguardo più giovane e fresco, evitando l’effetto inespressivo che si verifica per eccesso di trattamento. Anche in questo caso la manualità, l’esperienza e la formazione del medico fanno la differenza. Un trattamento ben eseguito è quello che non altera l’espressività e la mimica ma soltanto la visibilità delle rughe.

 

Chi può  farlo come pazienti? Età, sesso? 

Il trattamento è indicato per entrambi i sessi e non ha grosse controindicazioni. E’ da evitare in gravidanza e allattamento, in caso di allergia all’albumina o in presenza di malattie neuromuscolari. Non ci sono limiti di età potendo essere effettuato già dalla prima comparsa delle rughe di espressione che avviene in genere intorno ai 30 anni, anche se in alcuni soggetti con una mimica molto spiccata è opportuno anticiparlo.

 

E come operatori? 

Soltanto i medici possono effettuare il trattamento. Sarebbe opportuno affidarsi a specialisti del settore, come i chirurghi plastici, che hanno la giusta formazione per garantire i risultati migliori ed evitare le complicanze.

 

Come si esegue il trattamento? E’ doloroso?

Si praticano delle piccole iniezioni con un ago sottilissimo nelle sedi individuate dallo specialista nel corso della visita. Il paziente può avvertire un lievissimo bruciore molto fugace e assolutamente sopportabile, tale da non richiedere alcun tipo di anestetico. Il trattamento ha una durata di circa 20 minuti e non lascia alcun segno visibile sul viso. L’effetto però non è immediato. La sostanza per poter agire e distendere le rughe ha bisogno di 3-4 giorni, dopo i quali è possibile cominciare ad apprezzare il risultato.

 

Quanto dura il risultato?

Come detto, il trattamento è temporaneo e, con le dovute variabili soggettive, in genere la durata è di 5-6 mesi, durante i quali si ha un progressivo attenuamento del risultato. Trascorso tale periodo il trattamento va ripetuto, ma nelle applicazioni seguenti l’effetto dura più a lungo.

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I filler per ringiovanire o migliorare il volto.

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L’estetica è importante in ogni stagione, ma d’estate, si fanno vacanze più lunghe, si incontrano persone nuove, e proprio per questo motivo, in questo particolare periodo dell’anno la prova costume non è tutto.

Per molti di noi lo specchio ci ricorda ogni mattina gli anni che passano, specie con le rughe sul volto e queste ultime non sempre si accettano e si vuole correre ai ripari, anche nei mesi estivi.

Per ovviare a questo problema, ci viene incontro la medicina estetica, ed in particolare i trattamenti di filler. Si tratta di una sostanza iniettabile nel derma o nel tessuto sottocutaneo per correggere le imperfezioni della pelle, ritoccare inestetismi del viso, come rughe o cicatrici, e ripristinare i volumi perduti. Consente pertanto di aumentare il volume della labbra, il volume degli zigomi, spianare le rughe del viso o addirittura di ripristinare in toto i volumi del volto, trattamento cosiddetto “full face”.

Si effettua inserendo un ago molto fine a circa un millimetro di profondità che inietterà acido ialuronico che si espanderà gradualmente e verrà assorbito dal tessuto cutaneo.

Questa pratica viene effettuata in day-surgery, senza anestesia, perché le micro iniezioni non sono dolorose, al più potrà sentirsi un piccolo fastidio, ma ciò sarà ripagato da un risultato immediato. La durata dell’effetto dei filler varia dai 6 agli 8 mesi.

Queste piccole iniezioni “miracolose” si possono effettuare prima di partire per le vacanze perchè non esistono controindicazioni specifiche. Al contrario possono prevenire la formazioni di spiacevoli rughe di espressione dovute all’esposizione solare, l’importante è limitare l’esposizione nei giorni successivi ai trattamenti, onde evitare o diminuire la vasodilatazione. E’ raccomandabile attendere 2-3 giorni prima di esporsi ai raggi UV dopo essersi sottoposti ad un trattamento di filler.

Questo trattamento può limitare i danni dal fotoinvecchiamento ed inoltre può essere considerato preventivo, in quanto  l’acido ialuronico presente nei filler, oltre a stendere le rughe, apporta idratazione a una pelle disidratata dal sole.

Dopo un trattamento di filler è necessario adottare in ogni caso una protezione solare, come di consueto, per diminuire l’ invecchiamento ed il rischio di tumore della pelle.

E allora cosa aspetti? Le vacanze sono alle porte, affrettati e prenota la tua consulenza GRATUITA per avere maggiori informazioni sul trattamento: 392 6507574 , segreteriadottrossano@gmail.com

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Quanto ne sai sulla mastoplastica additiva? I falsi miti sull’intervento più praticato in italia.

La mastoplastica additiva ormai da diversi anni si attesta nelle primissime posizioni degli interventi più praticati in Italia e nel mondo, e se ne sente parlare sempre più in trasmissioni televisive, siti web o discussioni tra amiche. Ma quanto è vero quello che si legge o si sente in giro?

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Le protesi scoppiano in aereo?
Avete idea di quante esplosioni ci sarebbero ad ogni volo, se fosse vero??? Eppure è tra le domande più frequenti che mi vengono poste quando si parla di protesi mammarie e di aumento di volume del seno. Ebbene, non c’è alcuna possibilità che questo accada a meno che non portiate con voi deliberatamente dell’esplosivo, ma mi auguro vivamente di no.
Una protesi mammaria in buone condizioni può essere schiacciata e maltrattata senza che si causi alcun danno. Al limite, una protesi è in grado di resistere ad un ciclo di sterilizzazione in autoclave, dove è sottoposta ad alte temperature e a pressioni elevate, il tutto senza la protezione che il torace di una donna comunque assicura.
E quindi in aereo? La cabina degli aerei di linea mantiene una pressione equivalente a quella che si trova a 1500 metri di altezza, con sbalzi modesti e graduali nelle fasi di decollo ed atterraggio. Se questo non dovesse bastare, si consideri che le protesi, prima di giungere al chirurgo, vengono normalmente spedite per via aerea, e viaggiano, come bagaglio, in una stiva non pressurizzata.
A volte, storie dichiaratamente inverosimili stimolano la fantasia e vengono utilizzate da alcuni per ottenere una facile, sia pur momentanea, pubblicità. Lo scoppio delle protesi in aereo fa parte di diritto delle leggende metropolitane più diffuse.

Il seno rifatto è freddo?
Anche in questo caso mi sento di rassicurare tutti, portatrici di protesi, chi è intenzionata ad impiantarle e, perché no, chi potrebbe fruirne da “utente”, passatemi il termine. Le attuali protesi mammarie che sono composte da un involucro di silicone e da un contenuto in gel coesivo sempre di silicone, si adattano perfettamente al corpo e ne assumono la stessa temperatura. Con un impianto ben eseguito la protesi non risulterà palpabile e non darà alcuna alterazione sensoriale al tatto.

Dopo la mastoplastica additiva non si può allattare?
Non è assolutamente vero! Qualunque sia la tecnica utilizzata per l’aumento di volume, e cioè sia che la protesi venga impiantata in un piano sotttoghiandolare o retromuscolare, non c’è alcuna interferenza con l’unità funzionale della ghiandola mammaria. Il capezzolo non è assolutamente interessato dalle incisioni (in genere si eseguono al limite inferiore dell’areola) e i dotti galattofori rimangono intatti. Tengo inoltre a precisare che il latte non è assolutamente contaminato o “inquinato” dal silicone!!!!! Quest’ultimo è ben inglobato nel suo involucro ed in più viene isolato dal resto dell’organismo dalla capsula periprotesica. Rischio e preoccupazioni zero per i vostri bimbi!

Le protesi hanno una scadenza?
Fino a qualche anno fa la vita media di una protesi era indicata intorno ai 10 anni, trascorsi i quali spesso veniva data indicazione di sostituirle. In realtà, tale limite temporale era dettato sia dalle aziende produttrici, molte delle quali offrivano una garanzia sulle protesi proprio di 10 anni, sia dalla mancanza di un follow up a lungo termine su larga scala, visto che prima del boom della chirurgia estetica a partire dagli anni 90, la casistica non era così ampia né così datata. Negli ultimi anni le cose sono un po’ cambiate, infatti le migliori aziende produttrici di protesi attualmente le garantiscono a vita. Questo in realtà non assicura che le protesi una volta impiantate non dovranno mai essere sostituite, ma lo saranno solo se i comuni esami diagnostici che vanno fatti per il seno (tutte le donne dovrebbero farli, non solo le portatrici di protesi!!!) evidenziano qualche danno o problema alle protesi stesse, senza più vincoli o limiti temporali.

Non potrò più fare la mammografia?
Assolutamente sbagliato!!!!!! Tutti gli esami strumentali che normalmente si eseguono per il seno e cioè ecografia, mammografia e risonanza magnetica, possono tranquillamente essere effettuati anche dopo la mastoplastica additiva. Anzi, magari la presenza di protesi invoglia di più le donne un po’ pigre a controllarsi e ovviamente contestualmente alla protesi viene controllata anche la ghiandola mammaria (ricordo che tutte le donne dovrebbero farlo ogni anno!!!!)

L’elenco sarebbe ancora lungo, ma preferisco lasciare spazio alla vostra curiosità. Sarò lieto di rispondere a tutte le vostre domande in merito, così da fugare dubbi e fare chiarezza sul “mito” mastoplastica additiva!