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Mastoplastica additiva, che costi ha l’intervento più richiesto di sempre?

La mastoplastica additiva, è l’intervento che grazie all’impiego di protesi mammarie, crea volume ed aumenta un seno, che purtroppo non si è sviluppato con il tempo, oppure che ha perso volume dopo una perdita di peso o un allattamento.

Questo intervento ha molte differenze di costo; può essere molto oneroso, ma anche stranamente economico. Da cosa dipende questa differenza? Nello specifico oggi, voglio elencarvi quali sono i fattori che formano il costo di questo intervento.mastoplastica-riduttiva

  1. Nell’intervento di mastoplastica additiva, utilizzo personalmente solo protesi Natrelle, dell’azienda leader nel settore dell’estetica “Allergan”. Queste particolari protesi, oltre ad essere garantite a vita, sono formate da un particolare gel coesivo che permette che il silicone contenuto all’interno anche in caso di rottura, non fuoriesca. Inoltre non dovranno mai più essere cambiate nel tempo, proprio per l’affidabilità della protesi. Ovviamente un prodotto del genere, garantisce sicurezza massima al paziente, ma ha anche un costo che differisce di molto dalle protesi di dubbia provenienza, che arrecano danni e devono essere sostituite dopo poco tempo;
  2. Un intervento ben eseguito e con la massima sicurezza viene effettuato in una camera operatoria di cliniche adeguate; anche questo ha un suo costo, quindi diffidate da chi vi propone interventi più economici ma effettuati in ambulatori medici.
  3. Strettamente collegato al punto precedente è l’equipe che vi seguirà in sala operatoria; oltre al medico, anche lo staff medico e paramedico che sarà di ausilio al chirurgo plastico, è altamente qualificato; i materiali chirurgici utilizzati sono di prima qualità ed inoltre l’attenzione riservata al paziente nel post operatorio in un’adeguata stanza di prima classe non consentono che venga praticato un costo irrisorio, che magari è attuato da chi effettua un intervento senza le giuste misure di sicurezza.
  4. L’anestesia e relativo anestesista. L’anestesia totale, utilizzata per l’intervento di mastoplastica additiva, indubbiamente è la più sicura in campo medico. Il paziente viene monitorato costantemente grazie all’impiego di macchinari specializzati, inoltre prima di essere sottoposti  all’intervento ci sarà un attento colloquio con l’anestesista per evitare che possano presentarsi problematiche durante l’intervento. L’anestesia locale, sicuramente più economica invece può essere molto più pericolosa, perché ad alte dosi oltre ad allergie possono presentarsi depressione respiratoria, sonnolenza, perdita di coscienza, arresto respiratorio e, nei casi più gravi anche ipotensione e collasso circolatorio.
  5. Il medico. Affidatevi ad un chirurgo plastico specialista, oggigiorno pur di praticare prezzi bassi, molti si improvvisano chirurghi estetici, pur non essendo specializzati in quella branca. Solo un chirurgo plastico specializzato, con anni di esperienza alle spalle, potrà consigliarvi la giusta pratica chirurgica da eseguire, la protesi da impiegare, il volume da raggiungere.

In definitiva, questo è un elenco sommario di ciò che fa differire il costo di un intervento chirurgico di mastoplastica additiva ben eseguito, da quello eseguito in maniera superficiale e poco sicura. Certo i costi variano da regione a regione e nemmeno un costo troppo alto è giustificato, però siate dei pazienti informati, perchè un intervento medico, non può assolutamente avere costi quasi nulli!

 

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Fili di trazione Silhouette Soft – Il Soft Lifting

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I fili di sospensione Silhouette Soft sono un’alternativa sicura e non invasiva al lifting chirurgico. E’ un prodotto nato in America,  risultato di anni di esperienza e soggetto a numerosi controlli sanitari e totalmente innovativo nel nostro Paese.

Si tratta di soft lifting, del tutto naturale ed immediato, fatto con speciali fili di trazione riassorbibili, che vengono inseriti ambulatorialmente nel sottocute, dove si ancorano grazie a dei coni, anch’essi riassorbibili, che si trovano su tutta la loro lunghezza, esercitando trazione e sostegno, con un immediato effetto lifting. Il trattamento si effettua in anestesia locale e la procedura si esegue in meno di 30 minuti.

Sono composti di acido polilattico, assoolutamente biocompatibile e riassorbibile, che nelle settimane successive effettua un’eccellente azione di ringiovanimento cutaneo, grazie alla stimolazione dei fibrolasti che producono collagene.

I fili Silhouette Soft si adattano a esigenze diverse, infatti consentono la correzione di inestetismi del viso come cedimenti e perdita di volume, e sono anche particolarmente indicati per la ridefinizione del bordo mandibolare.

Consentono di ottenere, con un trattamento ambulatoriale rapido e indolore due importanti azioni di ringiovanimento del volto:

– effetto lifting immediato, dovuto alla trazione che i fili esercitano dopo il loro inserimento, fissandosi al tessuto grazie ai coni bidirezionali di cui sono dotati, e consentendo il risollevamento e riposizionamento della cute.

– effetto successivo di rigenerazione del collagene, che avviene nei  mesi successivi, quando il materiale di cui sono composti i fili, si degrada lentamente, agendo come stimolatore di collagene e consolidando il risultato di ringiovanimento per un lungo periodo di tempo.

Il trattamento è adatto a pazienti, sia donne che uomini, che desiderano restituire tono e compattezza alla pelle del viso, ottenere un risollevamento di guance, zigomi, sopracciglia e collo, ridefinire il profilo mandibolare.

Le normali attività possono essere riprese immediatamente, evitando per alcuni giorni di praticare sport, sedute dall’odontoiatra e prestando un pò di attenzione a movimenti eccessivi del viso.

L’effetto del trattamento Silhouette Soft si mantiene per circa diciotto mesi. Nel frattempo, l’acido polilattico stimola la formazione di nuovo collagene, e il processo di fibrosi contribuisce a ricompattare e tonificare la pelle, con l’effetto di un miglioramento generale dell’aspetto del viso.

In concomitanza al trattamento con i fili di trazione, è possibile anche effettuare trattamenti estetici quali filler o botox.

In definitiva, prenota la tua consulenza al 392 6507574 per saperne di più sull’innovativo lifting naturale ed immediato.

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Mastoplastica additiva – simulazione protesi con sizers

Avere un bel seno sodo e modellato per una donna è fondamentale a tutte le età.

Per questo motivo l’intervento di mastoplastica additiva è il più effettuato, e solitamente richiede l’impiego di protesi mammarie, ma il tipo ed il volume delle protesi, non dipende solo dalla volontà della paziente ma bensì anche dalla situazione di partenza.

La domanda che più spesso le donne si pongono, è relativa alla taglia da raggiungere. “E’ meglio una terza oppure una quarta?”

Per aiutare le pazienti nella scelta del volume più adatto, ci viene incontro Allergan, azienda leader nel settore dell’estetica, con una simulazione delle protesi Natrelle.

Si tratta di sizers che appaiono simili a veri e propri impianti. Al momento della visita si indosserà un reggiseno test, e di volta in volta verranno provate i sizers di diverse dimensioni, da inserire nel reggiseno, fino a trovare la giusta dimensione per il proprio corpo.

In definitiva, la scelta del volume delle protesi più adatta a sè stessi, sarà fatta di comune accordo col chirurgo estetico, che rispetterà la sicurezza e la buona riuscita dell’intervento di mastoplastica additiva, oltre che la volontà della paziente.

Di seguito qualche esempio della simulazione.

 

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FOCUS ON: Mastoplastica Additiva – 2 I tipi di incisione

Ingrandire il seno con delle protesi mammarie prevede l’effettuazione di incisioni chirurgiche che lasciano delle piccole cicatrici. La lunghezza di queste incisioni è compresa tra 3 e 5 centimetri e la loro sede varia in base alle necessità tecniche, ai desideri della paziente ed anche alle preferenze del chirurgo.

Tipi di incisione

Le incisioni per la mastoplastica additiva possono essere collocate nel solco sottomammario, al bordo inferiore dell’ areola (incisione periareolare), all’ interno dell’ areola (incisione transareolare), nel cavo ascellare o all’ interno dell’ ombelico. Ciascuna incisione presenta vantaggi e svantaggi specifici, e non esiste una singola via di accesso che possa essere impiegata per tutte le pazienti.

Incisione sottomammaria

E’ la più classica tra le possibili alternative e anche la più conosciuta. Può essere utilizzata sia per la mastoplastica additiva sottoghiandolare che per la mastoplastica sottomuscolare.  E’ localizzata al di sotto del seno in corrispondenza del solco mammario ed infatti la cicatrice viene ben nascosta dal seno stesso o dal reggiseno. L’aureola in questo caso, rimane intatta.

Incisione periareolare

Quest’incisione viene collocata al bordo della metà inferiore dell’ areola (periareolare classica) oppure al bordo della metà interna (periareolare mediale); più rara è la versione periareolare superiore, posta al bordo della metà superiore dell’ areola. Anch’essa come la precedente consente l’impianto delle protesi sia sottoghiandolare che retromuscolare. La cicatrice in questo caso, viene molto camuffata perchè risiede nel punto di passaggio di colore tra areola e pelle più chiara e pertanto ha il vantaggio che potrebbe essere visibile soltanto a seno nudo.

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Incisione transareolare

E’ una semplice incisione orizzontale che attraversa completamente l’ areola, dividendo il capezzolo. Produce una cicatrice meno visibile rispetto alla variante periareolare, ma è poco impiegata per la ridotta lunghezza dell’ incisione ottenibile e per i potenziali problemi legati alla divisione del capezzolo e dei dotti galattofori.

Incisione ascellare

Ben nascosta nel cavo ascellare, lontano dal seno. La mastoplastica per via ascellare prevede normalmente il posizionamento della protesi in posizione sottomuscolare, ed espone la paziente ad un rischio leggermente aumentato di ematomi o di dislocamento verso l’alto della protesi.. L’ utilizzo di tecniche endoscopiche però,  ne ha grandemente aumentato l’ affidabilità. Con quest’incisione sia areola che seno rimangono senza alcuna cicatrice; quest’ultima però potrebbe essere visibile in ascella anche con una semplice canotta.

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Incisione periombelicale

La cosiddetta TUBA (TransUmbilical Breast Augmentation) è ancora molto discussa e poco utilizzata nonostante alcuni potenziali ed interessanti vantaggi. La tecnica prevede l’ inserimento di protesi gonfiabili in soluzione salina attraverso una piccola incisione posta all’ interno dell’ ombelico, assolutamente non visibile. Viene utilizzata principalmente per l’ ingrandimento sottomuscolare.

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FOCUS ON : Mastoplastica additiva – 1 Le protesi mammarie

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Le protesi mammarie sono utilizzate nella chirurgia estetica per aumentare le dimensioni (mastoplastica additiva), per modificare la forma del seno di una donna o per ricostruire il seno, ad esempio dopo una mastectomia.

E’ il 1961 quando per la prima volta si sente parlare di protesi in silicone,   due chirurghi americani , svilupparono la progettazione delle protesi al seno, e nel 1962, eseguirono il primo impianto di protesi al seno in gel di silicone su una paziente. Con il passare degli anni, diversi studi e nuovi materiali hanno fatto si che si arrivasse alla produzione di protesi ancora più sicure e confortevoli.

Attualmente le protesi maggiormente utilizzate (milioni di donne ne sono portatrici)  sono quelle  contenenti gel di silicone,  conferendo le caratteristiche di consistenza, morbidezza e mobilità più simili a quelle tipiche della mammella.

La prima considerazione da effettuare, in previsione di un intervento di mastoplastica additiva, è sulla qualità delle protesi mammarie. Esistono attualmente in commercio, diverse aziende produttrici, da alcune molto economiche fino alle migliori protesi, che garantiscono un’ottima riuscita dell’intervento in termini sia estetici che di sicurezza. Queste ultime infatti sono garantite a vita per le maggiori complicanze dell’intervento e la loro durata non è più limitata nel tempo.

 

La scelta delle protesi: la forma ed il volume

Possiamo dividere le protesi al seno, per la mastoplastica additiva,  in due forme ben specifiche:

-Protesi seno Rotonde: hanno una forma grossolanamente emisferica, con base circolare.

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-Protesi seno Anatomiche: riproducono la forma “a goccia” del profilo naturale delle mammelle.La scelta della forma dipende fondamentalmente dal seno di partenza avendo sia la rotonda, che quella anatomica indicazioni ben precise.

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Per quanto riguarda la scelta del volume delle protesi, questa è sempre preceduta da una specifica valutazione delle condizioni anatomiche di partenza. Le dimensioni delle protesi infatti dovranno riuscire a riempire l’involucro cutaneo senza però risultare eccessive. Volumi molto abbondanti delle protesi vanno valutati attentamente: esiste infatti un aumento delle complicanze in presenza di impianti dalle dimensioni esagerate e a lungo termine un rimodellamento del genere può dare insoddisfazione. Le dimensioni esatte degli impianti devono essere scelte solo in base alle misure del seno della paziente e alle sue caratteristiche anatomiche.

Per quanto riguarda la naturalezza del risultato, questa non è  legata alla forma delle protesi, ma dipende dal volume e dalla consistenza della stessa e dalla scelta della giusta tecnica chirurgica con la collocazione nel giusto piano della protesi mammaria (subghiandolare, subfasciale, submuscolare, dual-plane) sulla base della costituzione della paziente.

In definitiva, la paziente da sola non potrà scegliere quale tipo e quale volume delle protesi sia più adatta a lei, ma bensì questa è una scelta che sarà fatta di comune accordo col chirurgo estetico, che rispetterà la sicurezza e la buona riuscita dell’intervento di mastoplastica additiva, oltre che la volontà della paziente.

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Quanto conosci del BOTOX? Domande e Risposte

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Botox, botulino o tossina botulinica?

Sono tutti termini usati per indicare lo stesso trattamento di riduzione temporanea delle rughe d’espressione. Le indicazioni nel campo estetico sono ben precise, e cioè il trattamento delle rughe della regione fronto-oculare: zampe di gallina, rughe verticali tra le sopracciglia (rughe glabellari) e rughe orizzontali della fronte. E’ possibile inoltre ottenere anche un piccolo lifting non chirurgico del sopracciglio. Altra indicazione è l’iperidrosi, cioè l’eccessiva sudorazione ascellare o al palmo delle mani.

 

Da quanto tempo viene utilizzato?

In altre branche della medicina come oculistica, neurologia ed ortopedia, si utilizza da oltre 30 anni. In campo estetico è stato introdotto negli anni 90 e da allora la sua diffusione ed applicazioni ha raggiunto numeri davvero impressionanti.

 

Qual è  la differenza fra botulino e filler (quanto a obiettivo estetico)?

Entrambi i trattamenti determinano una riduzione temporanea delle rughe, ma il meccanismo d’azione è completamente diverso. I filler sono dei riempitivi e vengono pertanto usati dove per effetto del tempo o di altri fattori, come ad esempio un calo ponderale molto importante, si perde del volume che deve essere ripristinato (zigomi, solchi naso-genieni, labbra ecc); il botulino invece agisce su quelle rughe che sono causate non dalla perdita di volume, ma dall’azione continua dei muscoli mimici che quotidianamente tutti noi utilizziamo centinaia di volte quando ad esempio corrughiamo la fronte o le sopracciglia, arricciamo il naso, strizziamo gli occhi.

 

Cos’è  il botulino o tossina botulinica?

La tossina botulinica è una sostanza prodotta da un batterio, il Clostridium Botulinum. Quella utilizzata per fini estetici è detta di Tipo A e viene accuratamente purificata nel processo di produzione del prodotto, tale da renderla assolutamente innocua per la salute. Iniettata nelle sedi opportune mediante un ago sottilissimo, agisce bloccando temporaneamente e parzialmente la funzione di alcuni muscoli, avendo come effetto la distensione delle rughe e conferendo alla pelle un aspetto più liscio e fresco.

 

Perché  su internet se ne leggono tante come persone che restano con un occhio aperto e uno chiuso o un sopracciglio alto e uno basso? 

Come per tutti i trattamenti medici anche il botulino deve essere praticato da mani esperte per avere un risultato gradevole ed evitare brutte sorprese. Come detto è una sostanza che blocca temporaneamente l’azione dei muscoli dove viene iniettata, pertanto se si sbaglia sede di inoculo c’è il rischio di bloccare il muscolo sbagliato. E’ il caso “dell’occhio chiuso” dove erroneamente la tossina ha bloccato il muscolo della palpebra. Purtroppo non sempre i pazienti si affidano a personale medico che abbia la giusta formazione tale da garantire errori simili o per evitare asimmetrie. E’ fondamentale un attento esame del viso del paziente sia statico che dinamico prima di effettuare il trattamento in modo da riuscire a valutare nel modo giusto il dosaggio del prodotto differenziando eventualmente le dosi tra un occhio e l’altro in caso di asimmetrie di partenza.

 

Quindi non è pericoloso?

Assolutamente no!!! Il prodotto è del tutto innocuo. Le complicanze possono derivare esclusivamente da errori di tecnica e  di esecuzione del trattamento.

Cosa mi dice dell’espressività  del viso che cambia radicalmente o si riduce con i trattamenti botox? 

Rispondo che tutti gli eccessi sono sempre da condannare. Così come con un filler è possibile ottenere delle labbra che siano belle e naturali, evitando l’orrendo effetto “canotto”, anche con il botulino è possibile ottenere una fronte distesa ed uno sguardo più giovane e fresco, evitando l’effetto inespressivo che si verifica per eccesso di trattamento. Anche in questo caso la manualità, l’esperienza e la formazione del medico fanno la differenza. Un trattamento ben eseguito è quello che non altera l’espressività e la mimica ma soltanto la visibilità delle rughe.

 

Chi può  farlo come pazienti? Età, sesso? 

Il trattamento è indicato per entrambi i sessi e non ha grosse controindicazioni. E’ da evitare in gravidanza e allattamento, in caso di allergia all’albumina o in presenza di malattie neuromuscolari. Non ci sono limiti di età potendo essere effettuato già dalla prima comparsa delle rughe di espressione che avviene in genere intorno ai 30 anni, anche se in alcuni soggetti con una mimica molto spiccata è opportuno anticiparlo.

 

E come operatori? 

Soltanto i medici possono effettuare il trattamento. Sarebbe opportuno affidarsi a specialisti del settore, come i chirurghi plastici, che hanno la giusta formazione per garantire i risultati migliori ed evitare le complicanze.

 

Come si esegue il trattamento? E’ doloroso?

Si praticano delle piccole iniezioni con un ago sottilissimo nelle sedi individuate dallo specialista nel corso della visita. Il paziente può avvertire un lievissimo bruciore molto fugace e assolutamente sopportabile, tale da non richiedere alcun tipo di anestetico. Il trattamento ha una durata di circa 20 minuti e non lascia alcun segno visibile sul viso. L’effetto però non è immediato. La sostanza per poter agire e distendere le rughe ha bisogno di 3-4 giorni, dopo i quali è possibile cominciare ad apprezzare il risultato.

 

Quanto dura il risultato?

Come detto, il trattamento è temporaneo e, con le dovute variabili soggettive, in genere la durata è di 5-6 mesi, durante i quali si ha un progressivo attenuamento del risultato. Trascorso tale periodo il trattamento va ripetuto, ma nelle applicazioni seguenti l’effetto dura più a lungo.